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Cibo consapevole e spesa che ci prova ad essere intelligente.

Aggiornato il: 15 mag 2020


Il primo passo nella nostra relazione con il cibo è la consapevolezza. Non significa diventare tutti esperti del settore food ma significa capire che il concetto, preso in prestito dalle antiche grandi civiltà del passato #siamoquellochemangiamo è la prima e più forte forma di tutela che abbiamo per la nostra salute e anche per le nostre tasche.


Il cibo rappresenta un punto di vista diverso ed alternativo da cui guardare il mondo ed ogni azione che crea la nostra quotidianità . Il modo in cui mangiamo ma ancora prima il modo in cui decidiamo cosa comprare, dove e quando, la struttura che diamo alla nostra dispensa, l’utilizzo dei prodotti e la loro presentazione a tavola, ci raccontano chi siamo ed il nostro stile di vita.

Per parlare di cibo ed alimentazione dobbiamo imparare a coinvolgere tutti i nostri cinque sensi ( in realtà sono 17 ma ne parleremo in un'altro articolo) e ricordarci che il cosa mangiamo e quello che ci entrerà in “pancia” è sola l’ultima fase di un processo molto più lungo ed importante.

In questi ultimi anni a causa di una forte omologazione comunicativa inerente i nuovi modelli di bellezza si è data sempre più importanza all'apparire piuttosto che all'essere.

I motivi sono molteplici ma credo si possano sintetizzare in due macro temi:

1. Imporre un unico modello di bellezza aiuta ad indirizzare meglio e in modo più profittevole il mercato che vende ad un pubblico più facilmente influenzabile ed omologato.

2. Emulare un modello imposto non mette a rischio un mercato tanto quanto l’autodeterminazione e la varietà di approcci e gusti di chi compra.


Una delle principali conseguenze di questa tendenza è l'approccio che definisco schizofrenico nel consumo di cibo.

Non dobbiamo portarci in grembo il fardello dei mali del mondo ma capire che ognuno di noi contribuisce in ciò che accade vicino e attorno a noi. Nel mondo cresce sempre di più il gap (divario) tra chi muore perché consuma troppo cibi e chi muore perché non ha cibo a sufficienza o mantenuto in buone condizioni. Dedicherò un articolo su questo ma ora la prima azione concreta che possiamo fare? Darci delle regole quando compriamo cibo.


Alcuni consigli per fare la spesa

Fare la spesa durante la settimana per molti è un optional o una piccola condanna. Cosa compro? Cosa mangio stasera? Allora si arriva al supermercato quando le luci sono quasi soffuse , si impugna il carrello dei desideri e ben coperti dall'assurdo freddo di alcuni reparti si inizia a vagare nell'oblio.


Le centinaia di colori, le mille forme diverse dei packing, gli odori alcuni poco piacevoli delle corsie, i messaggi incomprensibili trasmessi dai microfoni, contribuiscono al caos. Il risultato è che si compra tendenzialmente di più, si prendono cose che forse non assaggeremo mai!

Forse ci sono alcuni piccoli accorgimenti da poter seguire e testare su di noi per capire se effettivamente funzionano:


· Non andare a fare la spesa con lo stomaco vuoto, si compra, scientificamente, non solo di più ma molte cose che non servono se non ad appagare, anche attraverso la vista , il nostro senso momentaneo di fame


· Non credere alle promozioni , il produttore non è diventato generoso e non vuole regalare nulla ma si deve sbarazzare di derrate che stanno andando a scadenza e recuperare un po’ i soldi per la loro produzione. Il risultato invece per il consumatore è: comprare tante cose che non si useranno, se sono prodotti freschi andranno a scadenza a breve, spendere dei soldi che avremmo potuto utilizzare in altre occasioni


· Imparare a leggere le etichette è fondamentale per una spesa consapevole, ci sono pochissimi accorgimenti da seguire.


· REGOLA NUMERO UNO: etichette ricche di indicazioni alimentari sono sinonimo di qualità del prodotto

· REGOLA NUMERO DUE: gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità

· REGOLA NUMERO TRE : controllare il peso netto/sgocciolato dell'alimento

· REGOLA NUMERO QUATTRO: non fare troppo affidamento all'immagine riportata in confezione.

· REGOLA NUMERO CINQUE: perché non dare una mano all'ambiente? nei banchi della salumeria ad esempio si usano moltissimo i confezionamenti, la motivazione è che assicurano, al consumatore, di portare a casa gli alimenti in buono stato, senza rischiare di schiacciarli, ma visto che siamo noi a poter decidere è possibile chiedere di confezionarli solo con la carta argentata e non anche con i contenitori di plastica.

Meglio scegliere prodotti che non abbiano molto confezionamento, sia perché significa che questo incide sul prezzo di vendita e poi ci sono i costi ambientali, logistici ed economici per lo smaltimento dei rifiuti.

Se si compra meno si consuma meno, questo non significa mettersi a dieta ma ottimizzare le risorse che abbiamo in casa.

(Photo archivio Wix)


#Collaborazione #Strategia

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